domenica 11 settembre 2011

Festa Nazionale PD a Pesaro 10-9-2011

Sabato a Pesaro c'era anche un pezzo del PD di Tezze sul Brenta alla manifestazione di chiusura della festa democratica nazionale. Nella cornice della bellissima Piazza del Popolo il segretario Bersani ha tenuto il comizio finale che ha fatto l'analisi del momento drammatico del nostro paese, denunciando le gravi colpe del governo Berlusconi-Bossi incapace di portarci fuori dalla crisi e proponendo un programma alternativo e credibile con il PD al centro di esso che dia all'Italia una nuova prospettiva di crescita e riforme. Ci siamo dati appuntamento a Roma il 5 Novembre per una grande manifestazione nazionale contro il governo e per un'Italia diversa e migliore di questa.


Graziano e Luca davanti alla Rocca di Pesaro

Il palco a Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Il comizio di Bersani

sabato 27 agosto 2011

BERSANI SUL CASO PENATI:ESEMPLARE

Il caso Penati - "Da questa dolorosa vicenda - ha detto Bersani riferendosi alla vicenda delle tangenti sull'area Falck - deve venire fuori una regola: si rispetta l'operato della magistratura e non le si mettono ostacoli. E poi siamo tutti uguali davanti alla legge. Chi è coinvolto in indagini, come dice il nostro stringente codice etico, fa un passo indietro. Penati ne ha fatti tre o quattro. E questo gli va riconosciuto".
Bersani ricorda che "Penati si è sospeso, ed ha lasciato le cariche istituzionali, e fuori dal gruppo del Pd. E quindi, adesso farà le sue scelte con i suoi avvocati. Noi - puntualizza il segretario del Pd - teniamo fermo un principio: le accuse sono certamente gravi, vogliamo che si trovi verità e chiarezza. Da parte nostra non sentirete mai parlare di complotti. La magistratura faccia il proprio dovere. Per noi sono tutti uguali davanti alla giustizia: immigrati, parlamentari e amministratori". E conclude: "Noi chiediamo, anche se esiste la presunzione di innocenza, che Penati faccia un passo indietro. E Penati lo ha fatto già. Io sono il segretario del partito e sono interessato a che non ci siano ombre in nessuno modo".



sabato 20 agosto 2011

Filippin: ""Bossi uomo in fuga, Lega e PDL hanno fallito i loro obiettivi"

20/08/2011
Padova

"Ogni volta che la distanza tra le promesse e i fatti diventa più difficile da nascondere, Bossi tira fuori la storiella della Padania. Ma al disco rotto della sua propaganda, ormai, non crede nemmeno più l'elettorato della Lega. E l'immagine di un leader messo in fuga dal timore delle contestazioni è il simbolo di un momento: quello in cui un'intera coalizione di centrodestra ha dovuto gettare la maschera, dopo aver tradito gli impegni presi con gli italiani".
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, commenta così la visita in Veneto di Umberto Bossi e la fine anticipata del suo soggiorno in Cadore.
"Bossi e Berlusconi si sono presentati agli elettori promettendo alcuni obiettivi. Avevano detto: meno tasse per le famiglie e le imprese. Con l'ultima manovra l'Italia toccherà il record storico della pressione fiscale. Obiettivo fallito. Avevano promesso più sostegni alle famiglie: i tagli colpiscono politiche attive per la famiglia già scarse, mentre il bonus bebè e il quoziente familiare sono rimaste parole al vento. Obiettivo fallito, quindi, anche in questo caso. Avevano promesso una scossa all'economia: i dati della crisi economica sono sotto gli occhi di tutti; ma dopo che per anni il Governo ha negato la crisi economica, ora non ha la credibilità per gestire l'emergenza e così finisce commissariato dall'Europa. Terzo obiettivo, terzo fallimento. Infine il federalismo, doveva essere la madre di tutte le riforme, ma la Lega non ha saputo nemmeno ottenere una riforma del Patto di Stabilità. Così mentre a Roma non si riesce a proporre nemmeno una riforma come la riduzione del numero dei parlamentari, gli enti locali pagano per tutti. Dovevano difendere il territorio: obiettivo fallito anche in questo caso".



martedì 26 luglio 2011

SONDAGGIO BALNEARE

Da alcune settimane i principali sondaggi rilevano un progressivo ampliarsi del vantaggio del centrosinistra sul centrodestra. La speranza è che nei prossimi mesi si lavori a creare una vera alleanza chiara e seria da proporre all'Italia con il Partito Democratico al centro di essa. Con questo augurio vi auguro buone vacanze !!

lunedì 25 luglio 2011

L'On.Sbrollini (PD) sulla manovra finanziaria

“Mentre il governo, con la manovra, smantella il federalismo, la Lega che fa?”. Se lo chiede Daniela Sbrollini, deputata Pd. “La finanziaria del centrodestra – continua la deputata – colpisce ancora di più gli enti locali e vanifica il percorso del federalismo fiscale. La Lega, però, non dice una parola. Così come rimane in silenzio rispetto agli attacchi che vengono fatti alle famiglie. Il sistema di tagli indiscriminati alle detrazioni e alle deduzioni va a colpire le fasce più deboli, i monoredditi, i nuclei con figli piccoli, che vanno all’asilo o a scuola. Il ticket per le prestazioni sanitarie spinge la gente verso la sanità privata, colpendo le famiglie con un aumento dei ticket che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti. Tutta la manovra è una complessiva crescita della tassazione sul ceto medio, sulle persone, sulle famiglie, sulle categorie disagiate mentre i ricchi e gli evasori fiscali continuano a dormire sonni tranquilli. E’ questa la svolta che invocava la Lega? E’ questa la sua idea di governo vicino alla gente? Quella stessa gente che continua a subire una crisi forte, come certificato dall’ISTAT che in questi giorni comunica i nuovi dati sulla povertà. In Italia oltre 8 milioni di poveri (13,8% della popolazione) di cui 3 milioni in povertà assoluta (1 milione e 156 mila famiglie) con questa manovra non si affrontano questi problemi anzi l’assenza di equità rappresenta un nuovo fardello per i cittadini”.

venerdì 8 luglio 2011

HANNO UCCISO IL FEDERALISMO ( E LA LEGA DOV'E'?)

La manovra presentata dal Governo dovrebbe servire a salvare i conti del Paese ma in realtà fa tre operazioni molto chiare. Assieme ad una buona dose di confusione questa manovra: opera una stretta pesantissima sui servizi, in primis sanità e sociale; colpisce in via diretta il risparmio e dunque il portafoglio dei cittadini; dà una botta mortale all’autonomia di Regioni e Comuni, virtuosi o meno. Certo, si dice l’esatto contrario e lavorando di bisturi sulle pieghe del provvedimento si arriva a dire, come ha fatto il Tg1 l’altra sera, che si difende l’occupazione e si premiano le buone amministrazioni. Ma la distanza di questa finzione dalla realtà del Paese è ormai drammatica.
Solo qualche parola per chiarire. Sul sociale dal 2008 ad oggi si è passati da 2.400 milioni a 500, poi a 300 ed ora di fatto a zero. Sulla sanità si operano 8 miliardi di ulteriori tagli e si prefigura un pesante ticket per le prestazioni più diffuse. Si triplica il bollo che colpisce i piccoli risparmi, al punto che si allarma anche il Sole 24 Ore. E poi zero politiche industriali, tagli degli incentivi, blocco del turnover: orizzonti chiusi per il lavoro, per la ripresa, per le entrate dello Stato (e dunque si opera solo tagliando la spesa pubblica). Nel mirino sono i più deboli, una vera e propria lotta di classe alla rovescia contro chi ha bisogno di lavoro e di servizi sociali. Ci aspettano ancora campagne mediatiche sotto la voce sprechi delle amministrazioni, mentre la Commissione contro gli sprechi chiesta dalle Regioni, che aveva avuto l’assenso dal Presidente del Consiglio, non è stata neppure istituita. Sia chiaro, è giusto lavorare per contrastare tutti gli sprechi ovunque essi siano, ma azzerare il fondo della non autosufficienza e pensare che si risolva il problema facendo propaganda non è giusto e credibile. E il federalismo? Questa manovra chiude una storica esperienza delle Autonomie, con grave danno per il Paese, ed è un colpo di spugna sul federalismo. Dopo i tagli di Tremonti del luglio scorso e di quelli ora in discussione non c’è rimasto nulla da fiscalizzare e niente da devolvere. Il centro si è preso tutto, lasciando alla periferia il piacere di aumentare a dismisura le tasse locali.
Dov’è finita la Lega? La retorica sul federalismo non ha più ossigeno: i conti non tornano e i cittadini se ne rendono ben conto. Oggi i sindaci sono al verde e non riusciranno più a dare risposte adeguate ai propri cittadini. Nidi, scuole, manutenzione, e poi sostegno alle piccole imprese, nuovo welfare: si fa deragliare un autonomismo che nel nostro Paese ha una grande tradizione e viene da lontano. Quanto sono lontani i decreti del federalismo amministrativo, il clima di innovazione e di nuovi spazi per le politiche locali e territoriali, la spinta contro un centralismo che ha dato ripetute prove di inefficienza e inefficacia. Quanto è lontana la spinta verso nuove più forti responsabilità affidate alle comunità locali. Quanto ha contribuito (molto secondo la Corte dei conti) il Patto per la salute a mettere sotto controllo i conti sanitari (quel Patto ora violato dalla manovra). Per questo dico che la manovra non guarda avanti, ma guarda indietro, ci fa tornare tutti indietro. Altro che federalismo!
La risposta è una sola. Sono gli amministratori locali e regionali che possono rilanciare un’idea di nuove e serie relazioni fra le istituzioni, per un federalismo solidale e cooperativo che aiuti l’Italia a fare le cose utili riducendo gli sprechi. Ed è solo con un nuovo rigoroso patto fra le forze del lavoro e dello sviluppo che si può dare un futuro a questo paese, rimettendo al. Servono risposte urgenti, questa manovra va cambiata radicalmente rimettendo al centro ciò che oggi non c’e. La crescita.

Vasco Errani
presidente conferenza delle regioni

8 luglio 2011