domenica 17 giugno 2012

MOZIONE PER PRIMARIE

Una mozione dei Giovani Democratici che sottoscriviamo

MOZIONE SULLE PRIMARIE PER I PARLAMENTARI
DIREZIONE PROVINCIALE DI VICENZA

La direzione provinciale del Partito Democratico di Vicenza, riunita in data 15 Giugno 2012,
considerata:
- La legge elettorale vigente che non consente agli elettori la possibilità di scegliere i parlamentari
- La richiesta da parte dei nostri iscritti ed elettori di mettere fine a questa palese violazione democratica
impegna:
- Tutti gli esponenti vicentini che abbiano ruoli nelle istituzioni o ai diversi livelli del partito a fare fronte comune per cambiare la legge elettorale vigente, consentendo ai cittadini la scelta dei propri rappresentanti
- I membri vicentini in direzione regionale e nazionale a presentare questa richiesta nei rispettivi organismi
Qualora, per resistenze degli altri partiti in Parlamento, non si rivelasse possibile cambiare la legge elettorale, la Direzione Provinciale del PD Vicentino,
impegna:
- I membri vicentini della direzione regionale e della direzione nazionale a
presentare ai rispettivi livelli la richiesta di svolgere primarie aperte a tutti i cittadini per scegliere i parlamentari
Qualora, per motivazioni ad oggi non comprensibili né preventivabili, il livello nazionale e regionale decidessero di non indire le elezioni primarie per la scelta dei rappresentanti in Parlamento, la Direzione provinciale,
impegna, una volta chiara la decisione di non svolgere le elezioni primarie da parte dei livelli superiori,:

- Il partito provinciale a svolgere ugualmente le elezioni primarie per i parlamentari della nostra provincia
- Il partito provinciale a svolgere le primarie anche nel caso in cui fosse introdotta una nuova legge elettorale con i collegi ma senza l’introduzione delle preferenze
- Il segretario provinciale e la segreteria a presentare una proposta di regolamento per le primarie per i parlamentari, da votare in direzione provinciale

martedì 22 maggio 2012

1992-2012 RIFLESSIONI

In questi giorni si ricorda il ventennale dalle stragi del 1992 quando due eroi di Stato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono barbaramente assassinati dalla mafia con due attentati eclatanti per la violenza e la potenza esplosiva messa in campo. Ed in questi giorni la tragica esplosione di Brindisi che ha strappato Melissa all’abbraccio dei suoi genitori ci ha fatto rivivere quelle ore di angoscia e sgomento. Erano anni terribili quelli, con la mafia che sfidava a viso aperto lo Stato, la crisi economica con la svalutazione della lira e i partiti travolti dagli scandali della corruzione. Vent’anni sono passati ma l’Italia di oggi non sembra molto diversa da allora. La criminalità organizzata ha abbandonato si la lupara ma  si è infilata nei consigli di amministrazione del Nord ( solo qualche leghista falso-ingenuo continua a negarlo) e continua a tessere le sue tele di malaffare condizionando gli appalti e le attività produttive, arricchendosi con i rifiuti, la droga, l’immigrazione clandestina.  La nuova crisi economica è addirittura peggiore di quella di vent’anni fa. La debolezza politica dell’Europa, la disoccupazione galoppante, i costi energetici in aumento rendono più che mai drammatico l’oggi e incerto il domani. Ed il sistema politico della cosiddetta seconda repubblica sta vivendo una crisi di credibilità che sembra simile a quello del ’92 quando tanti partiti furono spazzati via dalla inchieste. Astensionismo in aumento, antipolitica dilagante e populismi più o meno grandi che se ne nutrono. La politica ha forse l’ultima chance per non ammainare bandiera bianca, deve rinnovarsi nel segno dell’etica vera, della sobrietà, della concretezza, del mettersi a servizio. E l’invito va soprattutto al nostro partito che nel terremoto politico odierno è rimasto forse l’unico punto fermo, purché si faccia carico di ricostruire un paese che persi vent’anni di tempo, diventi finalmente “normale”.

Luca Mocellin

sabato 12 maggio 2012

Tesseramento 2012

Cari amici
In questi tempi di crisi economica l’opinione pubblica chiede alla politica delle risposte, delle prospettive, una direzione per il futuro. E soprattutto chiede alla classe dirigente sobrietà, concretezza e senso delle istituzioni. L’antipolitica che sta crescendo nel nostro paese è in parte giustificabile da alcuni comportamenti censurabili di personaggi pubblici ma non può e non deve essere la ricetta per risolvere i problemi. La politica è necessaria perché solo attraverso essa tutta la società civile può concorrere, attraverso le regole rappresentative garantite dalla nostra costituzione, alla gestione del bene comune e alle scelte che riguardano tutti. In assenza di essa possono emergere derive pericolose di tipo populistico se non addirittura autoritarie.
Ma come si fa per migliorare questa politica nel concreto? Semplicemente partecipandovi in prima persona e mettendosi a disposizione per il bene comune contribuendovi con le proprie capacità e competenze. Il nostro partito ha nel proprio stesso nome l’essenza di questo spirito. “Democratico” perché aperto al contributo di tutti. Il nostro partito che faticosamente si sta costruendo una identità forte ha nel suo stesso statuto alcuni punti fondamentali che vanno in questa direzione: le primarie per eleggere i candidati, la  parità di genere, un codice etico. E una rete di circoli in tutta Italia che contribuisce alla sua crescita sul territorio.  Anche a Tezze sul Brenta il nostro circolo, che ormai ha compiuto i quattro anni di vita attraverso il lavoro faticoso e del tutto gratuito dei suoi componenti, sta portando avanti iniziative ed una dura opposizione allo strapotere leghista sia in consiglio comunale che nel territorio. Abbiamo bisogno però di aumentare le nostre energie e perciò vi chiediamo di farvi avanti se volete dare una mano mettendo a disposizione le vostre competenze e un po’ del vostro tempo. Vogliamo contribuire dal basso a migliorare la politica e questo paese rendendo forte e migliore il nostro partito. Vogliamo partecipare alla creazione del programma e alla scelta dei candidati, vogliamo aver voce in capitolo sulla gestione economica. Lo potremo fare se saremo forti per poter incalzare i nostri dirigenti con le nostre proposte. Vogliamo un partito che ascolti la sua base e non cali dall’alto tutte le decisioni.
Partecipiamo con il Partito Democratico al cambiamento dell’Italia.

Il coordinatore
Daniele Cuccarollo

venerdì 27 aprile 2012

PRIMO MAGGIO dentro la crisi

Dopo il 25 Aprile ci apprestiamo a festeggiare il Primo Maggio, la festa dei lavoratori. Parlare di lavoro in questo periodo con la crisi che morde, spesso vuol dire parlare di drammi come per gli episodi di imprenditori che si tolgono la vita, di una disoccupazione giovanile che sfiora il 30%, di stipendi e salari tra i più bassi d'Europa. Se pensiamo che nel primo articolo della nostra Costituzione c'è la parola "lavoro" si è presi dallo sconforto. Per non parlare della precarietà diventata ormai status sociale, la generazione 1000 euro, i laureati ai call-centers. Persino nel nostro territorio considerato un'isola felice, il miracoloso Nord-Est il lavoro sta diventando una emergenza. I dati sulla cassa-integrazione degli ultimi anni lo stanno a dimostrare. Come invertire questa tendenza? Certo siamo dentro ad un mercato globale e si devono fare i conti con il contesto internazionale. Ma tante cose andrebbero fatte per migliorare la situazione. Perchè nel nostro paese la tassazione sul lavoro è cosi alta? Perchè la ricerca e la scuola sono allo sbando e le nostre migliori intelligenze se ne vanno all'estero? Perchè l'energia costa cosi tanto in Italia rispetto agli altri paesi avanzati? Perchè le imprese sono oberate da mille balzelli burocratici? Perchè la pubblica amministrazione non paga i fornitori? Tante domande e tanti problemi che se anche parzialmente risolti darebbero tanto ossigeno alle aziende che creano ricchezza e posti di lavoro. La politica è chiamata a battere un colpo su queste questioni cruciali mettendo in campo scelte lungimiranti e coraggiose. I problemi non sono certo l'articolo 18 che non ha nessuna nesso con la crescita se non nella testa di qualche confindustriale ideologizzato. Creare le condizioni per una ripresa forte e duratura. Per l'Italia e per l'Europa, destini ormai coincidenti.

Luca Mocellin